lunedì 7 aprile 2014

Templi templi templi

È pieno di templi qui, forse più che di alberi di ciliegio, che a Kyoto abbiamo visto sono numerati uno a uno. La mattina presto abbiano fatto un giro per la città tra gli studenti in divisa (giacca e cravatta), i "sararyman" in divisa (gli impiegati in giacca e cravatta anche loro), e le studentesse in divisa (gonnellino e gambe fuori anche se fa freddo); e ai tempi i giapponesi ci vanno in ogni  momento, anche nella fretta di andare al lavoro, si fermano al tempio che è di strada, lanciano una monetina, battono le mani, tirano un batacchio o scrivono un desiderio.
Poi ci ha raggiunti la nostra guida giapponese, Hatsuko, una collega di jo con cui abbiamo camminato per quasi tutto il giorno, percorrendo la via del filosofo e visitando altri templi. Anche Hatsuko ha espresso il suo desiderio, scrivendolo in bella grafia giapponese su un legnetto e consegnandolo al sacerdote del tempio affinché lo bruciasse. Questo dovrebbe aiutarla a superare un esame di marketing, sempre in cambio di una monetina.

Poi Hatsuko ha esaudito il desiderio di Bruno e ci ha accompagnati nel quartiere delle geishe suggerendoci i posti migliori dove poterle vedere mentre andavano al lavoro.
Il grosso vantaggio di avere una guida giapponese è stato finalmente capire il menu del posto dove abbiamo pranzato, mentre fino ad ora ci eravamo arrangiati con le figure o con sommarie spiegazioni. Ma prima di cena abbiamo salutato Hatsuko e l'incanto è finito!

La jo con Hatsuko


Ciliegi in fiore e sangue da naso

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