sabato 19 aprile 2014

Farmacia

In una farmacia giapponese è impossibile sbagliarsi, le immagini sono molto esplicative. Ecco come le abbiamo interpretate noi!

Dolori di stomaco

Gastrite da stress

Gola in fiamme

Serata con gli amici

Alito pesante

Incontinenza

Serve una mascherina?

giovedì 17 aprile 2014

Hakone

Ieri la giornata è cominciata con un'altra fuga dalla città, verso Hakone, il suo monte e il suo lago. Abbiamo girato la zona con un trenino, una ovovia, un traghetto e un autobus, vedendo alcune sorgenti termali, templi e l'antico check point tra gli shogunati di Tokyo e Kyoto.



Si sarebbe potuto vedere anche il monte Fuji ma solo nelle giornate più limpide, e così concluderemo il nostro viaggio senza avere visto il simbolo più famoso di questo paese. Sarà per un'altra volta. In ogni caso, durante questo viaggio, le cose più gettonate ci hanno spesso deluso, e lo stesso vale per questa escursione, troppo turistica per essere piacevole. A metà giornata abbiamo tramutato la nostra fuga dalla città in una fuga verso la città, e nel pomeriggio eravamo nuovamente nel nostro quartiere preferito, Kagurazaka, che ci è piaciuto ancora di più: il te lungo il fiume, le viuzze illuminate, e l'okonomiaki preparato sulla piastra davanti a noi in un localino pittoresco, senza stranieri, dove noi eravamo gli unici gaijin, e per questo abbiamo attirato l'attenzione della cuoca che ci ha chiesto da dove venivamo e si è rivelata una appassionata di Venezia.
Ora tocca solo prendere il volo di ritorno.




mercoledì 16 aprile 2014

Colline e città

L'altro ieri siamo stati al "Hitachi sea side park", un parco per il quale si paga un piccolo biglietto di ingresso e al cui interno ci sono un luna park, una pista ciclabile ma soprattutto prati e colline fiorite. Anche se sembra un po' l'unione sovietica per gli enormi viali pavimentati, troppo grandi rispetto alle poche persone che c'erano, la passeggiata è stata molto piacevole. C'erano alcuni scolari in divisa (al luna park), ma perlopiù anziani e famiglie ad ammirare i fiori o a giocare ad una specie di golf con il frisbee, che davano gratuitamente all'ingresso ma noi non ce ne siamo accorti, essendo tutte le indicazioni in giapponese.




In effetti i visitatori erano tutti orientali e ancora una volta ci siamo sentiti "gaijin", ovvero stranieri. Non che si venga trattati male per questo, anzi tutt'altro, ma ci si sente in qualche modo diversi, fuori posto, un po' buffi, e di conseguenza ci viene perdonato quasi tutto (sbagliare la fila, camminare dal lato sbagliato e così via).

Ieri siamo rimasti in città e abbiamo visitato due quartieri dalle facce diametralmente opposte. Kagurazaka la mattina, una zona residenziale dalle case basse, col suo intreccio di viuzze zeppe di negozietti, locali e qualche tempio, scolari che vanno e tornano da scuola, genitori e figli a giocare al parco sotto gli ultimi fiori di ciliegio. 



Cafe Canal, un oasi di relax sul lungofiume

Felicità è un taiyaki alla crema!
Shinjuku il pomeriggio, moderno e affollatissimo, pieno di edifici enormi stipati di negozi e centri commerciali, con sararyman che corrono in divisa e teenager sinteticamente biondi o rosa o azzurri, sale di pachinko e altri postacci, ma anche curiosissimi negozi di manga.


Il negozio Mandarake, il regno dei manga

lunedì 14 aprile 2014

Prime impressioni su Tokyo

Siamo a Tokyo da tre giorni, non abbiamo ancora scritto molto sulla città perché per ora siamo stati sorpresi dai suoi ritmi. Una bella differenza rispetto al Giappone dei piccoli paesini che abbiamo visitato nei giorni precedenti. Arrivati a Tokyo ci ha accolti l'incrocio di Shibuya, uno dei più frequentati al mondo, sembra venga attraversato da 100.000 persone ogni ora. Il nostro appartamento è nelle vicinanze ma noi cerchiamo di entrare nel conto di quelle 100.000 persone il meno possibile. Ieri mattina abbiamo visitato Akihabara, il quartiere degli otaku, gli appassionati di videogiochi e fumetti. Ma anche le passioni qui hanno dimensioni e numeri a cui non siamo abituati, ci sono decine di edifici con negozi su tutti i piani che vendono di tutto, specialmente elettronica e manga, oltre a sale giochi, pachinko (slot machines) e caffè a tema. 
Gundam ad altezza naturale, 18 metri.


Akihabara

Dopo un paio d'ore in questo caos ci siamo diretti verso Odaiba, una zona della città di cui le guide non parlano molto, sperando di trovare un po' più di tranquillità e spazi aperti. E così è stato. Odaiba é collegata al resto della città da un treno automatico, che corre su una monorotaia sopraelevata senza conducente.


La monorotaia


La vista sulla parte di città e della baia che attraversa é molto bella e una volta arrivati ricorda molto la passeggiata di Brooklyn, con un ponte imponente e la vista sui grattacieli della città dall'altra parte della baia. Qui abbiamo aspettato il tramonto e mangiato il manzo di kobe alla griglia (Yakiniku) in uno dei tanti locali con affaccio.





Ora ci stiamo nuovamente allontanando dalla città, questa volta verso Hitachinaka, un posto che ci aveva nominato Olmo, famoso per le sue colline fiorite.

domenica 13 aprile 2014

Incontri

Tokyo è una metropoli enorme, ha una popolazione di 15 milioni di abitanti. Insieme alle vicine prefetture forma l'agglomerato urbano più grande del mondo con 35 milioni di abitanti. A Tokyo le strade non hanno un nome, non esistono gli indirizzi come li intendiamo noi in Occidente, si danno indicazioni approssimative riferendosi a incroci, negozi, fermate della metropolitana, segnali visuali, si forniscono cartine con il percorso da seguire. Nel caos di questa megalopoli oggi siamo riusciti a incontrare casualmente Hatsuko, l'amica giapponese di Berlino!!



sabato 12 aprile 2014

Trekking lungo la via Nakasendo

A Osaka finalmente siamo riusciti a mangiare un'insalata, peccato fosse a colazione e mescolata alle alghe. Tolte le alghe non si è rivelata poi male, l'alternativa comunque erano riso e piselli o frittata.
Insalata a colazione 
Così rieccoci in treno, destinazione Magome, il paesino dove è iniziato il nostro piccolo trekking in terra giapponese. Le tre ore di cammino lungo l'antica via postale che collegava Tokio a Kyoto sono state molto piacevoli, abbiamo attraversato boschi di cipressi e bamboo, campi coltivati e piccoli paesini. Questa volta i turisti erano davvero pochi e ci siamo potuti godere la passeggiata in solitaria.




Campana per tenere lontani gli orsi


Il paesino di Magome
Arrivati a O-tsumago, meno di una decina di case, abbiamo trovato subito la nostra ryokan, una locanda tipica giapponese. Il posto è davvero spettacolare. La nostra stanza si apriva direttamente su un torrente e un laghetto, in cui nuotano alcune carpe.

Lo stagno delle carpe

La nostra camera... Sì, è tutta qui. La sera si sposta il tavolino e si distende il futon!

La cena è stata servita, a noi e agli altri sei ospiti, intorno a un braciere acceso nel mezzo della stanza, affumicandoci tutti ma creando un' atmosfera davvero particolare. E per fortuna questa volta anche il cibo era buonissimo: pesci cotti nel sale, zuppe di funghi e patate fermentate, tempura di verdure locali, palline di riso in pastella, sashimi... Il proprietario parla solo giapponese ma ci ha intrattenuti ugualmente con racconti mimati sul passato del suo paesino, di suo nonno, di come ricava la salsa per la tempura dalle piante, e alla fine ha anche cantato una canzone tipica facendoci fare da coro. La notte ha riservato qualche piccola sorpresa. Le fessure tra le pareti scorrevoli superano facilmente i due o tre centimetri, permettendo al freddo (qui le temperature la notte scendono ancora a zero gradi) e a due cimici di entrare, ma scacciate le cimici, accesa una stufetta e spenta la luce la notte è trascorsa tranquilla. Ci sarebbe piaciuto fermarci di più ma il nostro programma prevede per oggi di ripartire verso Tokyo.

giovedì 10 aprile 2014

Notte dai monaci

Per arrivare al monte Koya abbiamo cambiato tre treni. Ad ogni cambio il numero di orientali diminuiva, così alla fine eravamo quasi solo occidentali sull'ultima funicolare che c'ha portati sull'altopiano. In compenso il paesaggio diventava sempre più pittoresco e colorato, rendendo il tragitto in treno spettacolare. Arrivati a destinazione ci ha accolti un paesetto più turistico del previsto, ma passeggiando lungo i cinque chilometri di sentieri tra boschi, templi e cimiteri abbiamo trovato un po' di tranquillità.
La permanenza dai monaci è stata nel complesso piacevole anche se con note positive e altre negative. Mangiare è stato praticamente impossibile. Sia a cena che a colazione un giovane monaco ci ha serviti con numerose portate in camera, tentando di spiegarci gli ingredienti, perlopiù tofu e verdure, ma il sapore e la consistenza ci ha reso la maggior parte delle cose indeglutibili. La sera abbiamo partecipato a un mini corso di calligrafia giapponese e la mattina all'alba abbiamo seguito la cerimonia buddista. Il posto era splendido, contornato da giardini zen, e con delle belle camere giapponesi in legno, carta e paglia intrecciata.

Esercizi di calligrafia


Giardino zen

Ciabattine per tutti

La nostra camera...

... con vista sul giardino

Questa mattina siamo tornati in pianura e per pranzo eravamo a Osaka, dove passeremo la notte. Un cambio radicale rispetto al monte Koya e alla raffinata Kyoto, questa sembra una megalopoli moderna e iperattiva, le vie del centro sono piene di insegne luminose, rumore e soprattutto gente: giovani modaioli, "sararyman" (impiegati) in giacca e cravatta, e turisti che si lasciano trasportare dalla folla, come noi. Qui ci siamo rifatti del cibo dei monaci prendendo un buon oyakudon (una scodella di riso, pollo e uovo) e una zuppa di udon (spaghettoni di grano) con tempura (verdura e gamberi fritti).

Le insegne meccanizzate dei locali di Osaka. Qui si mangia granchio...

... Qui invece sushi e pesce palla!


Domani mattina si riparte presto verso una località che dovrebbe essere molto meno frequentata, O-tsumago, per fare un tratto della Nakasendo, l'antica via postale, in una passeggiata di due o tre ore.

PS: il nostro albergo di Osaka ha finalmente il famoso water giapponese con bidet incorporato che Bruno ha provato ad attivare allagando il bagno :-):-)

martedì 8 aprile 2014

I cervi di Nara e i torii del Fushimi-Inari

Un'altra giornata con molti chilometri alle spalle. La mattina abbiamo preso il treno per Nara, una piccola città poco distante da Kyoto, antica capitale del Giappone, famosa per i suoi templi e il suo parco, ma soprattutto famosa per le centinaia di cervi che vivono liberi nel parco e non disdegnano di scorrazzare per le vie cittadine indisturbati, perché considerati sacri, e anzi un po' viziati da tutti i visitatori che offrono loro da mangiare, cosa che abbiamo fatto anche noi.
Dopo il pranzo e il pomeriggio al parco abbiamo preso un treno per raggiungere il famosissimo fushimi-inari, un pittoresco santuario caratterizzato da migliaia di "torii" rossi (portali) che si estendono su un monte per quattro chilometri. Sembra sia la meta più visitata del Giappone, per questo abbiamo preferito affrontarla al tramonto, in questo modo siamo arrivati in cima con il buio e in solitaria. Un' atmosfera spettrale e suggestiva, qualche brivido durante la discesa ma siamo tornati a casa sani e salvi.
Ora ci aspettano le valige perché domani lasciamo il nostro alberghetto a Kyoto per salire su un altro monte, il Koya-san, e raggiungere il monastero dove passeremo la notte.

I cervi non sono sempre amichevoli


Oltre a buttare a terra le bici mangiano anche le cartine (v. cervo a sinistra)

Anche qui i ciliegi non mancano! Ma la varietà giapponese non fa frutti

Ingresso del santuario con torii rossi

lunedì 7 aprile 2014

Templi templi templi

È pieno di templi qui, forse più che di alberi di ciliegio, che a Kyoto abbiamo visto sono numerati uno a uno. La mattina presto abbiano fatto un giro per la città tra gli studenti in divisa (giacca e cravatta), i "sararyman" in divisa (gli impiegati in giacca e cravatta anche loro), e le studentesse in divisa (gonnellino e gambe fuori anche se fa freddo); e ai tempi i giapponesi ci vanno in ogni  momento, anche nella fretta di andare al lavoro, si fermano al tempio che è di strada, lanciano una monetina, battono le mani, tirano un batacchio o scrivono un desiderio.
Poi ci ha raggiunti la nostra guida giapponese, Hatsuko, una collega di jo con cui abbiamo camminato per quasi tutto il giorno, percorrendo la via del filosofo e visitando altri templi. Anche Hatsuko ha espresso il suo desiderio, scrivendolo in bella grafia giapponese su un legnetto e consegnandolo al sacerdote del tempio affinché lo bruciasse. Questo dovrebbe aiutarla a superare un esame di marketing, sempre in cambio di una monetina.

Poi Hatsuko ha esaudito il desiderio di Bruno e ci ha accompagnati nel quartiere delle geishe suggerendoci i posti migliori dove poterle vedere mentre andavano al lavoro.
Il grosso vantaggio di avere una guida giapponese è stato finalmente capire il menu del posto dove abbiamo pranzato, mentre fino ad ora ci eravamo arrangiati con le figure o con sommarie spiegazioni. Ma prima di cena abbiamo salutato Hatsuko e l'incanto è finito!

La jo con Hatsuko


Ciliegi in fiore e sangue da naso

domenica 6 aprile 2014

Il padiglione d'oro

Dopo una notte insonne per via del fuso (tanta stanchezza ma poco sonno), oggi abbiamo visitato la zona nord di Kyoto, Arashiyama. Ci abbiamo messo un po' a trovare il treno giusto e soprattutto a scendere alla fermata giusta (i giapponesi che abbiamo incontrato sono stati gentilissimi a darci informazioni, ma non altrettanto precisi, così una volta non siamo scesi dove avremmo dovuto e un'altra abbiamo mancato un cambio treno), ma alla fine siamo arrivati a destinazione: un paesino più turistico del previsto, o perlomeno oggi preso di mira dagli orientali che festeggiano la caducità della vita, ed erano tantissimi ad affollare i giardini dei templi e la famosa foresta di bambù che, rispetto a quanto descritto dalle guide, a noi è parsa più un'aiuola.

Fotografo all'opera!

Un altro treno ci ha portati al famoso padiglione d'oro circondato da uno stagno con molte isolette e pietre che rappresentano la storia della creazione secondo il Buddismo. A noi sembravano messe a caso ma ci fidiamo, mentre la maggior parte dei nostri compagni di visita erano intenti ad accendere incensi, lanciare monetine (ma non a caso come nella fontana di Trevi, qui bisogna centrare un piattino immerso nell'acqua, e rigorosamente con monete bucate, altrimenti la buona sorte non passa), a sbatacchiare un batacchio e a comprare ogni tipo di talismani portafortuna e anti-sfiga.

Foto con cavalletto vietate, cocente delusione per Bruno

Hello Kitty è onnipresente, qui in versione "padiglione d'oro"

sabato 5 aprile 2014

Hanami

L'Hanami è un'usanza giapponese che consiste di godere della bellezza della foritura degli alberi di ciliegio, chiamati sakura. Si tratta di una tradizione molto sentita, infatti in questo breve periodo migliaia di giapponesi si accampano sotto i ciliegi fioriti per un picnic, spesso molto alcolico. Oggi passeggiando per i numerosi templi di Kyoto abbiamo trovato un parco affollato di gente intenta a praticare l'hanami, così ci siamo fermati anche noi a mangiare qualcosa alle numerose bancarelle (i giapponesi non sono di sicuro vegetariani) e in un bar con rigorosa sovrattassa oraria per godere della caducità dei fiori. Proprio per questa occasione in molti erano vestiti con il tipico kimono, colorato per le donne e scuro, spesso blu, per gli uomini. Anche i turisti possono noleggiare un kimono, con fotografo annesso!
Bar per Hanami, obbligatorio togliersi le scarpe!




Il tempio più importante della serie di templi buddisti giapponesi Kyomizudera, considerato patrimonio dell'umanità, ma anche un buon modo per spillare continuamente soldi ai turisti tra offerte, ciondoli portafortuna, bigliettini di buon augurio... La vista sulla città è bellissima!

venerdì 4 aprile 2014

Sbarcati in Giappone

Oggi il viaggio è stato un po' faticoso: dodici ore di volo, una in coda alla dogana di Tokyo  e una per fare i biglietti. In più siamo scombussolati per il cambio di fuso, ma il percorso in treno fino a Kyoto è stato comunque piacevole. Il paesaggio è vario e i colori sono intensi, come ci aveva detto il violinista italiano che abbiamo  conosciuto sull'aereo. Si passa velocemente dai grattacieli ultra moderni delle città alle pittoresche casette in legno ai bordi delle risaie, le pianure sono circondate da vicino dai monti e i ciliegi sono ancora in fiore, e tutto sembra essere molto ordinato.
 Trovare un indirizzo, senza avere una connessione ad internet, è difficile come immaginavamo, quindi arrivati a Kyoto abbiamo preso un taxi guidato da un vecchietto che non parlava una parola di inglese ma ci ha portati a destinazione in pochi minuti.
L'hotel é piccolino, a conduzione familiare e fa fede al suo nome, econo-inn, con delle stanze minimaliste e dei bagni minuscoli, ma anche qui è tutto ordinato e pulito.
Per ora niente sushi, la cena è stata a base di cotolette di maiale.
Saluti dal Giappone!




Piccolo ma con tutto il necessario

Lo yakuta, la tipica vestaglia giapponese


Buona notte!!! :)