giovedì 10 aprile 2014

Notte dai monaci

Per arrivare al monte Koya abbiamo cambiato tre treni. Ad ogni cambio il numero di orientali diminuiva, così alla fine eravamo quasi solo occidentali sull'ultima funicolare che c'ha portati sull'altopiano. In compenso il paesaggio diventava sempre più pittoresco e colorato, rendendo il tragitto in treno spettacolare. Arrivati a destinazione ci ha accolti un paesetto più turistico del previsto, ma passeggiando lungo i cinque chilometri di sentieri tra boschi, templi e cimiteri abbiamo trovato un po' di tranquillità.
La permanenza dai monaci è stata nel complesso piacevole anche se con note positive e altre negative. Mangiare è stato praticamente impossibile. Sia a cena che a colazione un giovane monaco ci ha serviti con numerose portate in camera, tentando di spiegarci gli ingredienti, perlopiù tofu e verdure, ma il sapore e la consistenza ci ha reso la maggior parte delle cose indeglutibili. La sera abbiamo partecipato a un mini corso di calligrafia giapponese e la mattina all'alba abbiamo seguito la cerimonia buddista. Il posto era splendido, contornato da giardini zen, e con delle belle camere giapponesi in legno, carta e paglia intrecciata.

Esercizi di calligrafia


Giardino zen

Ciabattine per tutti

La nostra camera...

... con vista sul giardino

Questa mattina siamo tornati in pianura e per pranzo eravamo a Osaka, dove passeremo la notte. Un cambio radicale rispetto al monte Koya e alla raffinata Kyoto, questa sembra una megalopoli moderna e iperattiva, le vie del centro sono piene di insegne luminose, rumore e soprattutto gente: giovani modaioli, "sararyman" (impiegati) in giacca e cravatta, e turisti che si lasciano trasportare dalla folla, come noi. Qui ci siamo rifatti del cibo dei monaci prendendo un buon oyakudon (una scodella di riso, pollo e uovo) e una zuppa di udon (spaghettoni di grano) con tempura (verdura e gamberi fritti).

Le insegne meccanizzate dei locali di Osaka. Qui si mangia granchio...

... Qui invece sushi e pesce palla!


Domani mattina si riparte presto verso una località che dovrebbe essere molto meno frequentata, O-tsumago, per fare un tratto della Nakasendo, l'antica via postale, in una passeggiata di due o tre ore.

PS: il nostro albergo di Osaka ha finalmente il famoso water giapponese con bidet incorporato che Bruno ha provato ad attivare allagando il bagno :-):-)

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