La permanenza dai monaci è stata nel complesso piacevole anche se con note positive e altre negative. Mangiare è stato praticamente impossibile. Sia a cena che a colazione un giovane monaco ci ha serviti con numerose portate in camera, tentando di spiegarci gli ingredienti, perlopiù tofu e verdure, ma il sapore e la consistenza ci ha reso la maggior parte delle cose indeglutibili. La sera abbiamo partecipato a un mini corso di calligrafia giapponese e la mattina all'alba abbiamo seguito la cerimonia buddista. Il posto era splendido, contornato da giardini zen, e con delle belle camere giapponesi in legno, carta e paglia intrecciata.
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| Esercizi di calligrafia |
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| Giardino zen |
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| Ciabattine per tutti |
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| La nostra camera... |
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| ... con vista sul giardino |
Questa mattina siamo tornati in pianura e per pranzo eravamo a Osaka, dove passeremo la notte. Un cambio radicale rispetto al monte Koya e alla raffinata Kyoto, questa sembra una megalopoli moderna e iperattiva, le vie del centro sono piene di insegne luminose, rumore e soprattutto gente: giovani modaioli, "sararyman" (impiegati) in giacca e cravatta, e turisti che si lasciano trasportare dalla folla, come noi. Qui ci siamo rifatti del cibo dei monaci prendendo un buon oyakudon (una scodella di riso, pollo e uovo) e una zuppa di udon (spaghettoni di grano) con tempura (verdura e gamberi fritti).
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| Le insegne meccanizzate dei locali di Osaka. Qui si mangia granchio... |
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| ... Qui invece sushi e pesce palla! |
Domani mattina si riparte presto verso una località che dovrebbe essere molto meno frequentata, O-tsumago, per fare un tratto della Nakasendo, l'antica via postale, in una passeggiata di due o tre ore.
PS: il nostro albergo di Osaka ha finalmente il famoso water giapponese con bidet incorporato che Bruno ha provato ad attivare allagando il bagno :-):-)







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