In effetti i visitatori erano tutti orientali e ancora una volta ci siamo sentiti "gaijin", ovvero stranieri. Non che si venga trattati male per questo, anzi tutt'altro, ma ci si sente in qualche modo diversi, fuori posto, un po' buffi, e di conseguenza ci viene perdonato quasi tutto (sbagliare la fila, camminare dal lato sbagliato e così via).
Ieri siamo rimasti in città e abbiamo visitato due quartieri dalle facce diametralmente opposte. Kagurazaka la mattina, una zona residenziale dalle case basse, col suo intreccio di viuzze zeppe di negozietti, locali e qualche tempio, scolari che vanno e tornano da scuola, genitori e figli a giocare al parco sotto gli ultimi fiori di ciliegio.
![]() |
| Cafe Canal, un oasi di relax sul lungofiume |
| Felicità è un taiyaki alla crema! |
![]() |
| Il negozio Mandarake, il regno dei manga |


Nessun commento:
Posta un commento